giovedì, novembre 24, 2011

– Bisognava bere. Decadenza.

video
WIP voce di Cristiano Burgio, per un progetto di NiedernGasse


In quell’improvvisa esuberanza 
di piaceri Emme-la-mia-bambina
a Parigi sedeva sulle ginocchia di Miller
magra e con le ossa lunghe, la mia bambina affamata 
“gli altri sono scheletri, nullità”
era capace di parlare con l’uccello di suo padre in bocca
“che bisognerà tuttavia amare, vezzeggiare, difendere, animare
come se esistessero” .
Un caro delirio, la gola assillante
implacabile della mia –sospiro
l’impaccio dei movimenti compiuti per la prima volta
il bacio, solo un’idea da attuare
un risultato, da grandi, una vanteria.
E poi iniziavi a volare.


Non dicevi una parola spalancavi gli occhi.
Eri l’urlo sulla ruota panoramica. 


La mia puledra e la mia forca, 
le parole sperma ed effervescenza 
che nella stessa frase sono fantastiche.
Un odore di borotalco, caramelle, e cotone azzurro.




-



– Had to drink. Decadence.




In that sudden exhuberance
of pleasures Em-my-babe
in Paris was sitting in Miller’s lap 
skinny and long-boned, my hungry babe
“others are skeletons, nullity”
she was able to talk with her father’s cock in mouth
“but we have to love them, cherish, defend, animate
as if they existed.”.
A kind delirium, the nagging throat
unforgiving of my - breath
the awkwardness of the movements made for the first time
the kiss, just an idea to realize
a result, as adults, a boas/ swank.
And then you started to fly.


You did not say a word wide your eyes.
You were the scream on the Ferris wheel.


My mare and my gallows
the words sperm and effervescence
that are fantastic in the same sentence.
A smell of talcum powder, candy, and azure cotton.

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