sabato, gennaio 14, 2012


Esordio: “Intanto ce ne stiamo seduti, a malapena osando parlare,
respirare, come se questa intimità ci costasse la pelle.” 


Il giorno di Natale prendo l’aereo e incontro
le creature del vento.


SIMIC, MILLAY, BISHOP?, ASHBERY


Quando diminuisce l'entusiasmo 
penso alla partenza.
Tutta la mia vita è lettura.

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giovedì, dicembre 29, 2011

Da una corrispondenza privata. Mosca 2011seconda

Se guardi il video delle bacche bianche nel cimitero 
puoi vedere il freddo.
          Ti pensavo.
Non mi credi e così fai di me un santo.
          Quando scrivo sono molti i destinatari.
I sentimenti sono in me come quando ero bambino
e mia madre e mio padre si confondevano
le figure. Non so distinguere.
          Tuttavia sto mangiando una mela
e immagino sia la tua bocca.

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giovedì, dicembre 22, 2011

Da una corrispondenza privata. Mosca 2011prima


Ti scrivo dalla camera 416 affacciata sulla Sadovaja.


Cara Dora, nevicava sotto gli stivali,
pensavo ai disegni pornografici di Klee adolescente
“senso di passione repressa; il mio tipico io”.
La maiolica delle poesie di Majakovskij
era nelle statue di Vrubel alla Galleria Tetr’jakov.


Oggi, gli effetti del vento.


L’alcol su di me non ha esiti ingenui.


Rinvigorisco la capacità di godere.
Se questo amore non diventa la mia vita


[inconcluso]


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mon Automne éternelle ô ma saison mentale.
il meno crudele dei mesi. muoiono i nonni. ho la camicia ho dimenticatoi guanti montano le luci fa freddo. Cremona 13? Novembre. il verde è giallo limone. - Le ferite del mio amor proprio mi tengono sveglio. Quel che ottengo mi disgusta.
Scaldami con due parole

[inconcluso]

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mercoledì, dicembre 21, 2011

(Mi alzavo per farti il caffè/ Ti offrivo le mandorle/ Un giro di rum)


La liberazione di certi sbadigli.
Il loro destino era già sul posto. I navigatori di questa notte 
credevano che di buio ci fosse soltanto il coma. 
Risalivamo il grecale. Senza riferimenti, l’acqua.
Le ipotesi erano reti, una lenta elaborazione, 
un invito al raccoglimento. 
Portoferraio come Nantes. 
Sottocoperta il legno rivestito dal sale. 


Qualcosa nel mare continuava ad arrugginire.

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martedì, dicembre 20, 2011

A ogni poesia una domanda




- Per la mensa di settembre urrà disse un vecchio


Uniamo i tavoli
Una sera col vino
In un posto dove abbiamo amato

Il muso di un cane
La Poste
Morto in mare, continuarono
a cercarlo
Ma pensiamo all’autunno
Coi capelli raccolti
Come se ci piacesse

Il gesto che misura 
In ogni errore, la possibilità




[inconcluso]

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Cara Dora,
passeggiando per i quartieri, disegnati con matite dolci, 
squadre e compassi dagli architetti dei Granduchi – suonava, 
Livorno!, lascerei delle disposizioni. 
Quando metterete in una scatola le mie ceneri, ricordate, 
carte nautiche ed effemeridi, portolani. 
Sabbia, una biglia di legno, schegge di specchio. 
Forse una bottiglia senza tappo, frammenti d’osso, 
se possibile cranio, 
un cucchiaio. 

Ricordate, è molto importante, 
la scatola dovrà restare quasi vuota.

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lunedì, dicembre 19, 2011

Beta Carinae, Miaplacidus

"La Morte di Giulietta (da sinistra)" Michaela D'Astuto

- Esercizi di rinuncia
Ti ricordo senza amore


i.


Per la morte di Giulietta 
una sceneggiatura come se, reattiva
Gli insetti attori, coleotteri
giravano a vuoto, chicco di grano
chicco di fiore dell’arancio amaro


ii.


Nell'aria calda
il freddo della primavera
iniziava a disgregarsi 


I greci avevano cantato tutta la notte
Il mondo era la totalità dei fatti
e non delle cose


iii.


Tutto è falso, anche le luci sono disegnate sulle pareti


[inconcluso]

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Acmeismi, Matisse.


i.

A volo tangente
Incollavi la fronte al vetro 
guardavi 
sulla finestra socchiusa

la figura era disabitata 
  


ii.


Vivevi con il dito sul polso




Oggi è un giorno di dicembre, il 20, forse il 21



iii.


Bevo una tazza calda, pioveva
Aspetto la danza, il centro
il punto sulla coscia 
dal quale parte il movimento




[inconcluso]

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Bagatelle.


i.

«J'ai baisé ta bouche»


Mangiami a Pasqua 

Ha a che vedere col desiderio

Ingigantisco il porto 
qualcosa s’incrosta ai pontili
il sartiame si tende, si accorda
Gli occhi mi diventano azzurri 
e il mio corpo non odora di sudore 


Vorrei la tua saliva, sotto la mia lingua 

ii.

Fammi dondolare-cavalluccio sulle ginocchia
fammi sembrare vivo mammaSalomè

Oggi ho diciotto anni 
sento i capelli sul collo
e immagino siano le tue mani

iii.

Scopavo. E poi piangevo
Era il momento in cui mi sentivo più solo
e l’unico in cui riuscivo ad addormentarmi

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domenica, dicembre 18, 2011

(Varese, 9 marzo 2011) Giacometti.


(È l’ambiente a creare le cose.
Qui tutto è necessario.)

Lo sconcerto
è questo invecchiare fuori dai libri
quello che passa per vita

Una sorte anonima
e un’ubriacatura, il 6 marzo 2011 
un bicchiere di cognac è il mio cappotto


[inconcluso]

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SAN VALENTINO 2011


"Bella", Michaela D'Astuto

i.
Tra i morti in omaggio all’alcol
Mentre dormo mi accartoccio come una foglia
un vitellino, faccio l’acrobata e frantumo i polsi
La notte sta nella mia schiena


ii. 
Ipotesi di bambina, ricomincia l’infanzia da capo; un vecchio 
non riesce più a vedere le stelle, gli si sono sgretolate 
Ipotesi di bambina, ramifica e fiorisce


«… e quando finiscono i gelati sono triste, soprattutto di notte »


[inconcluso]

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sabato, dicembre 17, 2011

Duck Soup



i. La vigilia di Natale, mi lavo, esco, vado al museo.

ii. Seaport, associo Nantucket. Rileggere le prime scenografiche pagine di Moby Dick. Ho le mani congelate: il cappello e il cappotto possono essere usati per parlare. Per il resto, ingrasso.

iii. Nei pressi di Madison Square: risonanza strafarsi di droghe sintetiche ma a forma di cuore, Rrrosso, soprattutto forse intermittente e natalizio.

iv. Tic-Tac-Toe e Marcel Duchamp arrampicato in cima all’arco – Repubblica Libera e Indipendente! I riflessi verdi sulle vetrine sono ali di mosca.
Avevo disegnato il sole con un gessetto giallo sul tavolo da ping-pong di Wired. 

(NY, 29 dicembre 2010)

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venerdì, dicembre 16, 2011

Zebra Room – Lenox Lounge, 27.12.2010




i.


Per sostenere l’aspetto debole della poesia.

I bicchieri erano stati lavati 
e il libro era sul tavolo.
Volevo farti credere di affogare e insieme di volare


ii.


Nei dintorni della sedia di Van Gogh 
mi appoggiavo al muro, ascoltavo. 
Dall’odore, la stanchezza delle cose.


Un’uscita di scena questo guardare da defunto.

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Closing timetable.

24.11.2010, closing timetable

Qualcosa andava a sedersi sui rami alti
degli alberi - ti avevo sognata
come se fossi una ladra, Maria,
continuavo a bastonarmi
sperando che mi uscissero i bambini.

Credevo che Dio mi odiasse, perché avevo sofferto troppo.


Potevo fare tutto quello che volevo, io ero solo:
mi sanguinava un orecchio e lo mangiavo,
un gatto che si mordeva la testa, Maria, fammi
scrivere 

[inconcluso]

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giovedì, dicembre 15, 2011

Ci sei tu a capo di questo pacificarsi delle cose


i.


In una valigia aperta sul pagliolo
c’erano la tazza rossa del caffè
un maglione scuro da marinaio
il libro di favole in russo


ii.


Pallore gettato a distesa 


Il sole germinava 
il bambino che ero stato 
rimaneva
ma ammutoliva 
l’azzurro sempre inedito del cielo


iii.


Voi, che non avete mai dormito su una nave
chiedetevi cosa fareste al mattino 
se aprendo la finestra
non vedeste intorno 
altro che mare 

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Da una corrispondenza privata.


(Da terra il rumore del treno, le cicale. Motivi di smania; 
il mare non è amico dell’uomo ma complice della sua inquietudine
e questo lo affermava Conrad.)

          Il giovedì sera minuscoli insetti trasparenti 
mangiano i libri. Il porto è silenzioso, solo zanzare,
“il giorno finiva in una serenità di calmo e squisito splendore” .
          Il mattino seguente le farfalle venivano a spegnersi 
sulla mia barca, Ptit Punch nella caraffa.
Allora consideravamo la paura, mi tranquillizzava il pensiero
di ingravidarmi e crescere nel ventre, nel petto, sul viso, la morte, 
la malattia che mi somiglia e che impiega anni a risalire gli zigomi.
          Très légère brize, bave di vento, si vedevano 
solo con il fumo; sciogliere le vele è guadagnarmi un’isola, 
cara Dora, come se il resto del mondo 
stesse vivendo in un’altra lingua. 

[inconcluso]

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mercoledì, dicembre 14, 2011


"DONNA RUBIZZA" Michaela D'Astuto
«Il mio amore è sempre triste.» 1
I bimbi negri, Caroline smaccate
sulla soglia del cinema pornografico
dei clienti bianchi. Nelle vie portavano
la fame e la pace che si ha
quando ci si addormenta su un prato al sole.
«Davvero, come ti bacio diventi triste.»
Al Corpus Cristi la sirena aveva pesci per capezzoli.
Era un vecchio incurvato dal chiasso 
cucchiai, pentole, tamburi e scimmioni
l’amore che gli esseri umani sembravano 
nutrire l’uno per l’altro.

(1.Bataille.)

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martedì, dicembre 13, 2011

Da una corrispondenza privata.


"Vite" Michaela D'Astuto

“Tutto è già attanagliato, persino la mia morte, in una banchisa di essendo” : il libro della Lispector spulciato da un rigattiere a Curitiba, farci quello che Artaud fece ad Alice in manicomio; le strade pulite e i cani randagi che erano soprattutto donne, affamate; le telecamere in ogni ascensore, la guardia civile; lo studio dell’avvocato e la sua eleganza siciliana a São Paulo; “in cella, ladri sconosciuti mi chiamano Jean”; la mata atlântica: nella foresta pluviale diventavo un dinosauro; il latte di cocco, il mate; Copacabana radica e specchi, i balli in lungo raso un pastello verde sul terrazzo del Palace; le aquile nel cielo di Rio, il Cristo Redentore aveva un braccio rotto; la Confitaria Colombo, il Bar Jardim e le bombe di Brigadeiros, lussuriose; sottosopra, la lingua che mi suonava ridicola: un inizio inverno molto mite.

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domenica, dicembre 11, 2011

Reading and dead parsley.


"makes each fairy a king" Blake
"makes each fairy a king" Blake. Michaela D'Astuto

(– Il mio sogno era dilapidare una fortuna a Mosca,
e poi suicidarmi.)

Scala Beaufort non si camminava 
oltre i trentacinque nodi la schiuma sfilacciava
le antenne delle televisioni erano gli alberi delle navi.
I giacinti fiorivano nei vasi.

Soli in casa libro e piaga dolciastra
la fantasia terribile dei bambini ci scomponeva
nessuna realtà avrebbe più potuto soddisfarci
piccoli baci orfani e statue di cesari inventati.


Poi stenderti pensare con diversi
tipi di luce passeggiare con te era come
acquistare un biglietto per il mondo delle fiabe

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